Bandierina Google sulla navigazione indoor con il “Progetto Tango”

Category: 3D, Google Map, smart geography 29

g4f_marco_indoor_v1-odtGoogle Maps ha conquistato tutto il mondo outdoor e oggi ognuno di noi lo utilizza nella quotidianità per trovare indirizzi, strade, negozi, e possiamo di sicuro affermare che ormai è una tecnologia matura.

Ora la domanda è: vi siete mai chiesti se esiste un suo alter ego per i luoghi chiusi, ovvero il mondo dell’indoor?

State entrando in un grande centro commerciale e avete a disposizione un’app che vi guida verso il negozio che avete scelto e magari, dopo aver inserito il prodotto che cercate, vi comunica le informazioni sulle offerte che potete trovare nel centro commerciale.

Non sarebbe davvero fantastico? Vi confido che a me salverebbe la vita!

Il Progetto Tango” è una realtà operativa che va a gonfie vele verso 3D e indoor mapping, e a questo link trovate il primo smartphone che già utilizza questa tecnologia: https://get.google.com/tango/.

Il sistema nasce dalla collaborazione tra Google e Lenovo, e questo ci fa sperare che possa diventare presto una tecnologia alla portata di tutti.

Tango rende possibile la digitalizzazione in 3D della realtà, impiegando un approccio da computer vision, ricostruendo lo spazio 3D e mettendolo a disposizione delle applicazioni VR e AR che stanno caratterizzando l’evoluzione delle device indossabili di nuova generazione.g4f_marco_indoor_v1-odt1

Questo video vi farà capire meglio come funziona concretamente e vi darà spunti per immaginare future applicazioni.

Sono già diverse le compagnie che stanno lavorando allo sviluppo di applicazioni basate sulla tecnologia Tango, cosi come sono già attivi molti progetti di mappatura indoor 3D, anche grazie all’azione del crowdsourcing.

Ma veniamo ai sistemi di navigazione indoor e partiamo dall’implementazione  realizzata da Lenovo e Google al Museo Nacionale d’Arte della Catalogna di Barcellona per testare cosi le potenzialità Tango.

https://www.youtube.com/watch?v=J45EpCuD3Pw.

L’idea è semplice: usare tablet e smartphone per abilitare un’esperienza di realtà aumentata geolocalizzata in spazi chiusi, e privi di costose infrastrutture dedicate, oltre che irraggiungibili dai segnali basati sul GNSS.

Ma come si dice, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Infatti, per rendere possibile il sogno è necessario mettere insieme diverse risorse, come un hardware performante, una videocamera di qualità e tanta potenza di calcolo.

Smartphone e tablet devono percepire, riconoscere, localizzare e orientarsi attraverso le immagini, incrociando i dati di accelerometri, sensori diversi e tanta capacita di analisi di tipo AI. Tale processo è possibile solo incrociando le banche dati 3D, e i modelli generati OTF (On The Fly).

g4f_marco_indoor_v1-odt2Tutto possibile quindi, a patto che la copertura di  indoor mapping aumenti con le azioni di crowdsourcing che hanno caratterizzato progetti epocali come OSM (Open Street Map).

Come potete comprendere, c’è ancora molta strada da fare prima che questo sogno si realizzi. Ma come vediamo da più parti, questa è l’era dell’easy to do e siamo abituati a correre veloci con le tecnologie digitali e non solo, e quindi non mi stupirei di vedere la tecnologia basata su Tango Project alla portata di tutti e in breve tempo.

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